Si
parla molto spesso e a sproposito della Romanità facendo
apparire questa parola come un aggettivo dispregiativo. Fuori dalle
mura di questa città si tende ad associare quel termine ad
uno stereotipo di romano nullafacente ed ignorante. Troppo spesso
si confonde il romano con il coatto, una banalità imposta
da certi film di cassetta che hanno trovato facile emulazione in
ragazzi emarginati e difficili. Perfino la politica, quella di un
certo partito del nord molto ben conosciuto per la sua avversione
alla capitale, ha lanciato i suoi slogan offensivi associando questa
splendida capitale alle ruberie perpetrate da mascalzoni provenienti
da ogni parte d’Italia.
La Romanità invece è qualcosa di molto diverso, un
modo di vivere in simbiosi con la grandezza emanata da ogni angolo
di questa città, da ogni monumento, da ogni rudere, da ogni
abitante di questo luogo. Da qualsiasi balcone, terrazza o sampietrino
si respira la Storia, quella scritta con la esse maiuscola, che
ti entra nel sangue e ti rende orgoglioso di essere nato in un posto
unico al mondo.
Roma è tutto e il contrario di tutto! Un romano la porta
dentro come una droga, né è fiero e non permette a
nessuno di offenderla. E’ quel senso di appartenenza, quel
vincolo natale, che ti ingrossa il cuore quando parli della tua
città e che ti fa incazzare quando qualcuno la offende o
non la comprende. Si, noi romani siamo fatti così, ci arrabbiamo
quando restiamo intrappolati nel traffico cittadino, ma ci basta
alzare lo sguardo e vedere Trastevere, Castel Sant’Angelo,
San Pietro, il Colosseo o i Fori Imperiali per far pace con il mondo
intero.
L’amore per lei è nel suo DNA, basta leggere il suo
nome al contrario: ROMA=AMOR.
La Romanità è un modo di testimoniare le nostre radici
storiche, quelle che ci hanno portato ad avere contatti con ogni
parte del mondo e di portare rispetto per ogni individuo di pelle,
razza o colore diverso, perché Roma accoglie tutti nel suo
grembo materno. E’ una cosa che non si può spiegare
a chi non è nato nella cinta di questa città.