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Pensieri in Libertà

La Romanità

 

 

Si parla molto spesso e a sproposito della Romanità facendo apparire questa parola come un aggettivo dispregiativo. Fuori dalle mura di questa città si tende ad associare quel termine ad uno stereotipo di romano nullafacente ed ignorante. Troppo spesso si confonde il romano con il coatto, una banalità imposta da certi film di cassetta che hanno trovato facile emulazione in ragazzi emarginati e difficili. Perfino la politica, quella di un certo partito del nord molto ben conosciuto per la sua avversione alla capitale, ha lanciato i suoi slogan offensivi associando questa splendida capitale alle ruberie perpetrate da mascalzoni provenienti da ogni parte d’Italia.
La Romanità invece è qualcosa di molto diverso, un modo di vivere in simbiosi con la grandezza emanata da ogni angolo di questa città, da ogni monumento, da ogni rudere, da ogni abitante di questo luogo. Da qualsiasi balcone, terrazza o sampietrino si respira la Storia, quella scritta con la esse maiuscola, che ti entra nel sangue e ti rende orgoglioso di essere nato in un posto unico al mondo.
Roma è tutto e il contrario di tutto! Un romano la porta dentro come una droga, né è fiero e non permette a nessuno di offenderla. E’ quel senso di appartenenza, quel vincolo natale, che ti ingrossa il cuore quando parli della tua città e che ti fa incazzare quando qualcuno la offende o non la comprende. Si, noi romani siamo fatti così, ci arrabbiamo quando restiamo intrappolati nel traffico cittadino, ma ci basta alzare lo sguardo e vedere Trastevere, Castel Sant’Angelo, San Pietro, il Colosseo o i Fori Imperiali per far pace con il mondo intero.
L’amore per lei è nel suo DNA, basta leggere il suo nome al contrario: ROMA=AMOR.
La Romanità è un modo di testimoniare le nostre radici storiche, quelle che ci hanno portato ad avere contatti con ogni parte del mondo e di portare rispetto per ogni individuo di pelle, razza o colore diverso, perché Roma accoglie tutti nel suo grembo materno. E’ una cosa che non si può spiegare a chi non è nato nella cinta di questa città.

Roma, 16 Gennaio 2010


Antonio Barcella