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Pensieri in Libertà

Breve viaggio nella giungla dell'editoria italiana

 

 

Durante la mia esperienza di scrittore esordiente mi sono addentrato in quella che ho battezzato la giungla dell'editoria italiana che nulla ha da invidiare ai gironi danteschi. Come nella Divina Commedia abbiamo di tutto, dal Purgatorio all'Inferno passando anche per il Limbo, ma manca il Paradiso oppure è irraggiungibile per noi scrittori esordienti o poco conosciuti.
Nei miei contatti con gli editori ho trovato tre tipi di categorie: inavvicinabili, osceni e filantropi.
Nella primo gruppo, inavvicinabili, rientrano i grandi editori. Inutile fare nomi, sono quattro o cinque in tutto, e si distinguono per la pubblicazione esclusiva di scrittori stranieri o già affermati senza rischiare nulla su giovani promesse, seppur validi autori. Sono esattamente le stesse che monopolizzano tutti i canali di vendita.
Nella categoria degli osceni ci sono tutti quegli editori disposti a pubblicare di tutto, senza controllare la validità dell'opera ma puntando tutto sullo sfruttamento dell'autore, un pollo da spennare, senza condividere con lui alcun tipo di rischio o di investimento. Loro pubblicano solo se l'autore è disposto a pagare un contributo alto o che garantisca l'acquisto personale del settanta percento della tiratura, a prezzi di copertina alti anche per autori non molto affermati. Vi faccio un esempio di una delle ultime proposte ricevute per la pubblicazione di un libro di circa duecento pagine: l'acquisto minimo da parte dell'autore di 350 libri (a volte raggiungono anche i 600), su una tiratura di circa 500, ad un prezzo di copertina di 15 Euro. Nessun accenno sulla distribuzione in libreria o sui canali di vendita. E' l'autore che deve preoccuparsi di "piazzare" i suoi libri senza alcun tipo di guadagno.
Poi ci sono i filantropi ovvero coloro che cercano di farsi spazio in questa jungla senza passare sopra la pelle dei poveri autori. Generalmente sono piccoli editori che sperimentano nuovi canali di comunicazione e vendita, investendo del proprio nella speranza di scoprire un nuovo Camilleri o una novella Dacia Maraini. Come Don Chisciotte combattono i mulini a vento, opponendosi al potere straripante dei pochi che monopolizzano il mercato. Percorrono su e giù l'Italia per presenziare alle presentazioni di libri dei propri autori, partecipando a convegni e mostre dove riescono a non essere schiacciati dalla grande editoria, e non sempre con un guadagno commisurato allo sforzo prodotto. Un grazie di cuore a queste persone che forniscono a tanta gente l'opportunità di realizzare un sogno.
Dopo queste considerazioni una domanda sorge spontanea: perché un autore dovrebbe investire del denaro solo per far leggere il proprio lavoro a pochi lettori che solo per caso acquistano proprio quel libro? Non sarebbe più produttivo mettere a disposizione gratuitamente il proprio manoscritto su internet, avendo a disposizione una platea molto più vasta di quella che può offrire un piccolo editore?
Non ho risposte precise a queste domande su cui si potrebbe aprire un lungo dibattito fra tutti gli autori, ma sono fortemente tentato di offrire uno dei miei lavori agli amici della rete. Vi consiglio di continuare ad esplorare questo sito, un giorno forse potrebbe esserci un regalo per tutti voi, intanto accontentatevi di qualche racconto.


Antonio Barcella