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Anche
quest’anno il campionato di calcio è terminato, purtroppo,
con il solito epilogo e con tanto rammarico per chi tifa per la
vera squadra che rappresenta questa città: la Roma. Onore
ai vincitori ma la mia opinione personale, condivisa da molti addetti
ai lavori, è che la squadra che vestiva i colori giallorossi
meritava questo scudetto almeno quanto i neroazzurri. Le ragioni
di questa asserzione si possono riepilogare in alcuni punti essenziali:
1 – Il campionato della Roma è iniziato alla terza
giornata di campionato dopo il cambio di un allenatore che aveva
perso gran parte degli stimoli a lavorare su questa piazza.
2 – La Roma ha ottenuto 80 punti giocando 38 partite, l’Inter
ha fatto 79 punti giocando 37 partite (purtroppo in questo campionato
una partita non è stata giocata perché un team ha
deciso di assecondare i propri tifosi che tifavano per la sconfitta
della propria squadra contro l’Inter. È inutile fare
nomi perché l’episodio è noto a tutti, in barba
alla sportività e alla lealtà che in questo campionato
sembra essere un optional.)
3 – L’Inter ha giocato gran parte del campionato schierando
solo giocatori stranieri, quindi la Roma ha vinto il campionato
italiano. Questa sentenza appare come una provocazione, ma è
troppo facile vincere lo scudetto dall’alto della propria
forza economica, senza mettersi in gioco alla pari delle altre avversarie.
Ciò equivale a comprarsi lo scudetto e lo sport, invece,
prevede una competizione in cui tutti hanno le stesse opportunità
di vincere.
L’unica cosa certa di questo epilogo è che la squadra
giallorossa ne esce a testa alta con tutte le sue componenti, dai
tifosi ai giocatori, dal tecnico alla dirigenza, dal capitano all’ultimo
dei magazzinieri, ottenendo risultati superiori alle aspettative.
C’è, invece, chi ormai si vergogna della propria squadra,
che certamente non rappresenta questa città e la romanità
a cui noi non rinunciamo.
Roma,
16 Maggio 2010
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